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Libri in gara 2014
  Dorothy Kunhardt, tradotto da Elena Fantasia

APRI LA SCATOLA!

Orecchio Acerbo, 2012 € 15,00
 Fascia 3 - 7 anni
 

"Ogni giorno l'uomo del circo si metteva davanti al suo grande tendone rosso e sollevava con la mano qualcosa perché tutti lo potessero vedere. Teneva in mano una piccola minuscola mini SCATOLA e gridava a SQUARCIAGOLA... Venite tutti, avvicinatevi al mio tendone, venite tutti, ho qualcosa di incredibile da mostrarvi, tra un momento potrete vedere cosa c'è in questa piccola SCATOLA, quindi accorrete tutti!" E cosa ci sarà nella scatola minuscola, che diventa enorme alla fine della storia? Sempre Pipìui… In quella minuscola scatola gialla c'è un minuscolo cane rosso, dal nome indimenticabile. Pipìui. Non sa fare nulla di nulla, non sa fare le capriole e neanche dare la zampa, ma tutti lo amano lo stesso. Tutta la gente del circo, l'acrobata, l'equilibrista, la donna cannone e l'uomo più magro del mondo, ma anche gli elefanti o la capra che sfida il fuoco, sono pazzi di lui. Quando però il mini mini Pipìui inaspettatamente comincia a crescere fino a diventare un cane normale, per lui non c'è più posto sotto il grande tendone rosso del circo, dove tutti sono un po' speciali. Deve andarsene. Ma se per caso il cane Pipìui avesse deciso di stupirci di nuovo? Infatti eccolo lì che ricomincia a crescere, crescere e ancora crescere, fino a diventare di nuovo un po' speciale. Un cane enorme, che tutti chiamano ancora caro piccolo Pipìui, adesso si nasconde, prima di ogni spettacolo, in un grandissimo scatolone da cui al momento giusto spunta fuori, ed è felice, tanto felice! E noi con lui. Siamo felici di averlo incontrato in questo bel libro e non possiamo fare a meno di volergli bene. Adorabile perché così piccolo, adorabile perché non sa fare nulla, adorabile anche da grande, perché non possiamo certo dimenticarci di quando era piccolo... Dorothy Kunhardt, in questo classico che sta per compiere ottant'anni, assolutamente perfetto per essere letto ad alta voce, racconta la storia di un piccolo che diventa grande, e lo fa con grande modernità attraverso un linguaggio fatto di parole semplici e continui giochi linguistici, che tanto ricordano quelli inconsapevoli dei bambini, fatti di ripetizioni, accrescitivi, diminutivi e attraverso un disegno di una matita dalla punta grossa che arrotonda, addolcisce e sintetizza ogni profilo con solo due colori dominanti: il tanto rosso e il tanto giallo. Questa è una storia che parla ai bambini come parlano i bambini e racconta loro la storia di un meraviglioso circo e la storia di un cagnetto minuscolo e poi enorme. La adoreranno. Ma questa è anche una storia che parla agli adulti. Sotto metafora mi pare leggibile il percorso di crescita di un bambino. Sotto metafora ci dice anche che chi è grande, un genitore per esempio, deve saper amare comunque chi è piccolo, un figlio per esempio. Ci dice anche che sotto il grande tendone del circo, un luogo metaforico per eccellenza, ognuno può essere unico e speciale e ha diritto a un suo posto sulla pista illuminata. Carla Ghisalberti http://letturacandita.blogspot.it/2013/05/la-borsetta-della-sirena-libri-per_28.html

  Alessandro Riccioni, illustrato da David Pintor

L'ECO

Edizioni Lapis, 2013 € 13,50
 Fascia 3 - 7 anni
 

Un albo variopinto e luminoso, che commuove, stupisce e incita la fantasia, e i desideri, a volare liberi e arditi. Un albo caldo e accogliente che già nell’immagine di apertura – il papà accovacciato all’altezza del figlioletto intento a parlargli guardandolo negli occhi – parla di un’affettività e di un legame autentici, basati sull’ “essere vicini” e non sul “dare per colmare vuoti”. Un racconto che trabocca di tenerezza, che non pone limiti all’immaginazione e che, al di là dei significati che possono leggervi gli adulti –magari un po’ malinconici – sicuramente regala un privilegiato punto di vista bambino secondo il quale la magia fa parte della realtà e l’ordinario ha confini labili e valicabili con lo straordinario. Nato dalla penna di Alessandro Riccioni e illustrato dall’incantevole tavolozza di David Pintor, “L’Eco” si offre ai suoi lettori come un bel viaggio tra le cittadine e le colline toscane e parla loro di desideri del cuore, per una volta non troppo difficili da realizzare. Un padre e un bambino – ancora assonnato per via di una sveglia troppo mattiniera – pedalano abbracciati fin sulla cima di una ridente e dolce collina, punteggiata di cipressi, campi coltivati, vigne e prati. Dove vanno così di fretta? Semplice: all’appuntamento con l’Eco! Un libro che racconta di condivisione di una dimensione di gioco tra adulti e bambini, che esorta a credere nei sogni impossibili e nel potere della fantasia. Una storia magica e lievemente bislacca, viva di quell’irrealtà così preziosa che è parte essenziale dell’infanzia, l’età fantastica dove tutto può accadere e non ci sono i limiti pesanti del reale a porre freno a ciò che potrebbe essere. Mi commuovono, nello sfogliare le pagine, i gesti di contatto tra i due protagonisti: l’abbraccio saldo in bicicletta, la mano nella mano, il piccolo arrampicato sulle spalle del papà. http://libriemarmellata.wordpress.com/2013/09/27/senza-titolo-di-herve-tullet-franco-cosimo-panini/

___ Alessandro Riccioni ex insegnante, bibliotecario e autore per adulti, dal 2011 firma anche storie per bambini che hanno ottenuto ampi consensi e riconoscimenti prestigiosi (segnalazione tra i White Ravens, la selezione internazionale di libri per bambini e per ragazzi, della International Jugendbibliothek di Monaco). ________________________________________ David Pintor (1975, Spagna). Una dei più apprezzati tra i giovani illustratori spagnoli. Selezionato dalla Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna 2007. Ha illustrato per alcune delle più importanti case editrici spagnole.

  Katrin Stangl, tradotto da Giulia Mirandola

FORTE COME UN ORSO

Topipittori, 2013 € 15,00
 Fascia 3 - 7 anni
 

Da sempre l'uomo, e soprattutto i suoi cuccioli, si identificano con gli animali e le loro caratteristiche. La lingua ha accolto e fatto propria questa millenaria comunione, trasformandola in mille modi di dire. C'è chi comincia la giornata come un gallo, chi come un gatto e chi come un pavone. C'è chi si sente un elefante e chi un leone. Ha volte si ha la fame di un lupo, il colore di un granchio o la forza di un orso. Perché un bambino è tante cose diverse, tutte insieme. Ma anche molto, molto di più! Un libro per inventare insieme modi essere e di sentirsi, per giocare a essere come siamo, ma anche come non siamo e invece ci piacerebbe tanto essere, e come forse un giorno saremo! Dal sito di Topipittori Un albo pregevole ed originale, adatto, pur nella sua indubbia raffinatezza, anche ai lettori più piccini. “Forte come un orso” di Katrin Stangl, edito da Topipittori, si presenta alla piazza italiana già con un curriculum di tutto rispetto: vincitore, infatti, in patria del premio d’illustrazione Troisdorfer Bilderbuch Stipendium, uno dei più prestigiosi in terra tedesca. Ma il valore dell’opera non si limita alle sole, seppure splendide, illustrazioni, riscontrandosi, invero, su più livelli, che interessano le qualità artistiche, l’eclettismo rispetto al pubblico di riferimento, l’accuratezza nella scelta dei quadri figurativi – competentemente ed efficacemente vicini alla quotidianità e alla mente bambina – l’accessibilità e la ricchezza di stimoli e di spunti offerti, fino ad arrivare all’esemplare rapporto tra parte figurativa e parte testuale. Partendo proprio da quest’ultimo aspetto, mi sento confidente nell’affermare che l’albo è un perfetto, e piuttosto classico, esempio di “picture book”, là dove con il termine si identifica un volume illustrato dove è inscindibile e imprescindibile, per la corretta comprensione della narrazione, il legame tra testo e immagini. Il libro è infatti giocato sulla trasposizione in figure di modi di dire, correntemente in uso, legati alle peculiarità che vengono attribuite agli animali. In ciascuna pagina – talvolta nell’intera doppia facciata – l’illustrazione è dominante. La frase – una sola e breve – è relegata in un trafiletto in basso e, in uno stampatello deciso e di dimensioni non minute, recita quanto raffigurato. Abbiamo quindi una carrellata di espressioni note e comuni come “astuto come una volpe”, “affamato come un lupo”, “svelta come una donnola”, “ladro come una gazza”…e così via. Pubblicato da Libri e Marmellata in 2. Dai 3 ai 5 anni, ALBI ILLUSTRATI Di una cosa sono assolutamente certa: ai bambini bisogna parlare con il loro linguaggio e questo vale tanto per le parole, quanto per le immagini. La magia dei libri per bambini è proprio questa: sono capaci di creare una dimensione a misura di bambino in cui noi adulti entriamo in punta di piedi, cercando di ricordare una lingua che non usiamo più. Sfogliando le pagine di “Forte come un orso” siamo invasi dal colore. Le illustrazioni occupano quasi interamente la pagina, lasciando alle parole lo spazio solo per una frase, “Forte come un orso” è il titolo, quindi il protagonista è un orso? Non solo lui, ma è un orso speciale, che vive nei nostri discorsi, nei modi di dire, di cui il titolo è un esempio. Svelta come una donnola, audace come un leone, affamato come un lupo, lento come una lumaca… A guardar bene le illustrazioni, i protagonisti non sono gli animali ma i bambini. Chiedo a mio figlio di quattro anni di accompagnarmi nella lettura. “Mamma, oggi sono il gatto (ndr giocoso) ma domani posso fare il leone (ndr audace)”. Ha ragione, basta decidere di girare pagina! Così, io che sfogliavo pensando a come ogni illustrazione mi ricordasse le locandine degli anni ’20, lui mi ha spiegato che il libro parlava di emozioni, spiegate proprio come fa un bambino. http://scuolainsoffitta.com/2013/05/24/forte-come-un-orso-topipittori

  Sandra Dema, illustrato da Antonio Boffa

RESPIRA, PICCOLO ALBERO... RESPIRA

Edizioni Gruppo Abele, 2013 € 15,00
 Fascia 3 - 7 anni
 

Piccolo albero, quando crescerai le tue braccia saranno così lunghe da toccare quasi il cielo e le tue mani faranno il solletico alle nuvole. Un incendio e del bosco non rimane nulla. Solo Piccolo Albero, nascosto sotto una foglia, si salva delle fiamme. Comincia così, nella difficoltà, la sua storia. Dovrà imparare a vivere, a crescere. Dovrà capire come procurarsi luce, acqua e nutrimento, ma come? La sua famiglia non è lì a proteggerlo e a insegnargli la vita. Ed ecco, inaspettatamente, arriva un vero amico, anche lui scampato all’incendio. Grazie a un uccellino color del mare Piccolo Albero impara a bere dalla pioggia, a nutrirsi dalla terra, a crescere con la luce… e a difendersi dai nemici, come il fuoco. Apprende la magia del sole e del susseguirsi del tempo. La storia di Piccolo albero è una metafora della crescita. Livio Sossi, docente di Storia e Letteratura per l’infanzia, componente della prima giuria del Premio Fiabe del Parco, chiede a Sandra Dema: Sandra, com’è nata l’idea di questa storia? Raccontare la VITA... era il mio desiderio. L’ho fatto con l’aiuto di Piccolo albero, ancora in fasce (un germoglio), e dell’ uccellino color del mare. La storia si sviluppa e cresce tra le domande curiose di Piccolo albero e le risposte, delicate e leggere anche quando si tratta di parlare della morte (qui rappresentata dall’incendio) dell’uccellino color del mare. Un dialogo tra i due, come tra un bambino e un adulto, alla scoperta dell’altro, alla scoperta del mondo, alla scoperta della VITA. "C’è ancora spazio nella letteratura per l’infanzia per una poetica dei sentimenti? Si può e in che modo parlare oggi ai bambini della natura? Il ruolo della letteratura per l’infanzia è anche questo: restituire onestà e dignità alla parola perché possa esprimere l’individuo e il suo ruolo nella società e nel contempo consentire al bambino di aprirsi al mondo" -. ___ Sandra Dema si occupa di progettazione e animazione di attività interculturali, principalmente rivolte alle scuole, finalizzate al consumo consapevole, alla convivenza civile e alla nonviolenza. È inoltre occupata in progetti di promozione alla lettura nelle scuole e nelle biblioteche. Autrice di numerose pubblicazioni per l’infanzia tra cui, da ultimo, Il calzino bucato (Lineadaria, 2010), Parla... papà (Falzea, 2011), Come due gocce (Acco, 2011), Tre sotto un naso (Acco, 2012). ___ Antonio Boffa è illustratore per l’editoria dell’infanzia, pittore, incisore e ceramista. Narra attraverso cromìe e segni, creando suggestive atmosfere oniriche che rimandano ad un mondo fatto di sentimenti e sogni, di luci e ombre. Ha all’attivo diverse pubblicazioni e ha ricevuto riconoscimenti e premi in Italia e all’estero tra i quali le edizioni 2011 e 2012 del Premio Internazionale per illustratori Lucca Comics Junior. __ di MONDODILUNA.it

  Hervé Tullet, tradotto da Federica Previati

SENZA TITOLO

Franco Cosimo Panini, 2013 € 13,50
 Fascia 3 - 7 anni
 

È un libro... ma non è ancora finito. I protagonisti sono tanti, i personaggi sono ancora un po’ scarabocchiati, l’autore c’è... ma la storia? Come in uno spettacolo teatrale, Hervé Tullet si mette in scena e sorprende i suoi lettori con umorismo, allegria e tante sorprese. I lettori si aspettano una storia che ancora non c’è, così i personaggi decidono di aiutarli richiamando all'ordine l’autore... Un libro divertente adatto a essere letto ad alta voce e a più voci. Il geniale Hervé Tullet, autore del bestseller Un libro, ci stupisce ancora con Senza titolo. Un libro irresistibile che appassionerà piccoli e grandi. Hervè Tullet, nei suoi libri, ci ha abituato all’interattività mossa puramente dalla fantasia. I suoi albi si animano, le sue forme escono dalle pagine, si muovono, mutano con l’uso della sola immaginazione che, come una corrente, viaggia dall’autore al lettore mettendo in scena giochi sempre sorprendenti. Un maestro nel campo, indubbiamente, e tutti i bambini che amano divertirsi con un libro, che vogliono fare della lettura un’esperienza attiva e partecipata dovrebbero conoscerlo. Tullet diventa addirittura personaggio delle sue pagine, lasciando che i piccoli entrino nel processo creativo che porta alla composizione di un albo, che giochino con i protagonisti, con i disegni, perfino con la storia, in un racconto in divenire che si compone sotto le loro manine mentre sfogliano. Un’idea originalissima e geniale e una realizzazione ricca di sorprese, ma allo stesso tempo fluida, scoppiettante e insieme compiuta e armoniosa. Una storia non-storia che oltre ad essere piacevole e spassosa, spiega tra la righe cosa sia in effetti un libro, di cosa si componga – personaggi, trama, autore, titolo – come si crei e, soprattutto, suggerisce che esso sia dotato di vita, che sia una creatura dinamica, vivace, a volte capricciosa, che capita che chi scrive e disegna si trovi ad andar dietro ai propri eroi di carta, che i racconti possano dipanarsi così, come per magia e che chi è dall’altra parte del foglio non abbia un ruolo subalterno ma di primo piano. Il libro nasce e vive per ciascuno di noi, in un certo senso. E quale modo migliore per dirlo? Inoltre il bambino lettore si diverte e gioca, ma allo stesso tempo può essere preso dal desiderio di partecipare all’albo, di colorarlo magari, di completarne alcune parti, oppure di dare lui una traccia ai vispi e buffi protagonisti, che paiono esistere anche al di fuori delle pagine. Ed ecco che con un albo del genere la fantasia si esercita durante e dopo, perché tutto ciò che viene messo in scena, come fosse incantato, non si chiude sull’ultima facciata e può rimettersi in moto, ancora e ancora, per dare il via a nuove avventure. Avete mai immaginato di sfogliare un libro non compiuto? Cosa potreste trovare? I personaggi magari, ché quelli sono già stati pensati. Ma se si tratta di un illustrato forse nemmeno questi sono già finiti, è probabile che sorprenderli ancora scarabocchiati, tratteggiati, colorati appena o per nulla. E gli scenari non ci saranno ancora, così come la trama. L’autore, quello sì, quello deve esserci per forza, ma magari è ancora preso dal suo flusso creativo, chiuso nel suo studio, un po’ arruffato, forse svogliato… Una fatina, un porcellino, uno strano serpente con un occhio solo, un omino e un cagnolino stilizzati si accorgono d’improvviso che qualcuno ha aperto l’albo di cui sono protagonisti. Un libro che con l’uso soltanto di carta, matita e colori riesce a creare un teatro, facendo sentire chi legge esattamente come se fosse su una poltrona davanti al palcoscenico, chiamato in causa come se anch’egli rientrasse – e in effetti è proprio così – nei meccanismi del racconto. Un albo, quindi, non si compone solo di una trama e delle figure che la mettono in atto, ma è una creatura molto più complessa e magica, generata dalla fantasia dell’autore e da quella del lettore, dall’anima e il carattere dei protagonisti e dall’incontro, più o meno fruttuoso, tra tutte queste componenti. http://libriemarmellata.wordpress.com/2013/09/27/senza-titolo-di-herve-tullet-franco-cosimo-panini/

  Moreau Laurent

A CHE PENSI?

Orecchio Acerbo
 Fascia 8 - 11
 

Anna si sente triste. Enrico ha una musichetta in testa. Giovanni è preoccupato per il lavoro. Che cosa si nasconde nella testa di uomini, donne e bambini? Raccontare i pensieri e le emozioni che stanno dentro le persone può essere un modo per aiutare i bambini a leggere meglio se stessi, ma anche a capire chi li circonda, andando oltre ciò che è visibile agli occhi. A che pensi di Laurent Moreau, Premio Andersen 2013 come miglior libro fatto ad arte, è un albo illustrato che affronta con grande semplicità questo difficile compito. Un incantevole ed originale albo, variopinto e poetico, che regala una forma ai grandi e piccoli pensieri che frullano costantemente nella mente delle persone. Alzi la mano chi fra voi non ha provato almeno una volta a non pensare a nulla. Niente da fare eh? C’è sempre un’immagine, un’emozione che si infiltra tra le nostre meningi riempiendoci la testa, a volte in modo silenzioso, altre più rumorosamente. Sia che si rimugini sui compiti da svolgere, sia che si vada in giro col naso all’insù persi in chissà quale castello in aria, la nostra mente è sempre piuttosto popolata. La nostra come quella degli altri. E cosa penseranno mai tutti quelli che ci circondano? Laurent Moreau, giovane illustratore francese di talento, riesce con una ricca narrazione per immagini a spalancare finestre – simboliche e di fatto – su ciò che circola nella testa di diciannove personaggi, di diverse età, sesso e tipologia. La costruzione dell’albo è semplice e chiara ma intelligente: nella pagina di sinistra il testo –brevissimo – in nero su sfondo bianco, nella pagina di destra la persona, disegnata dall’alto busto in su, di faccia o di profilo. Una grande finestra quadrata si apre su ciascun volto mostrando all’interno della stessa sagoma le immagini rappresentative dei pensieri. E così abbiamo Massimo (colgo qui un omaggio a Sendak…) che si inventa un’avventura, troviamo Elena e il suo bisogno di solitudine, Lorenzo che aspetta l’estate, Maria che è gelosa, Anna che è triste. Amir ancora perso nel suo sogno (e a me sovviene Alice nel paese delle meraviglie…), Rosa e Antonio che si stanno innamorando, perfino un gatto che pensa al suo padrone…. Emozioni, piccoli frulli di fantasia, desideri, sensazioni, nostalgie, preoccupazioni. Tutti, oltre ad essere immersi nella realtà fisica, sono costantemente dentro la loro vita interiore. Tutti siamo fuori e dentro, presenti e assenti, esteriormente in una maniera, interiormente in un’altra. Il libro spinge il lettore, adulto o bambino che sia, a riflettere su ciò che appare e ciò che può essere. Spiega, con l’immediatezza e la chiarezza che possono venire solo dalle immagini e non dalle parole, che dentro ciascuno ci può essere un mondo e stimola ad andare incontro agli altri non tanto per ciò che suggerisce l’aspetto ma per la curiosità e l’attenzione verso i tanti universi interiori. Aiuta inoltre a “pensare a ciò che pensiamo”, a soffermarci per capire quello che ci frulla dentro e a provare ad esprimerlo, dicendolo, scrivendolo, disegnandolo. Un libro che va contro la fretta del fare per insegnare una nuova quiete del sentire, del conoscersi e spronare in tal modo anche la fantasia e la creatività. Allo stimolo dell’immaginazione contribuiscono anche le belle combinazioni di figure e i modi che l’autore trova per esprimere i pensieri dei suoi personaggi, invenzioni che spesso riescono a suscitare anche nel lettore le stesse sensazioni. Ad esempio l’intrigo di serpenti per la gelosia, o la donna che guarda il mare con occhi sognanti per il bisogno di solitudine, un volo di farfalla tra le note per chi si canta una musichetta in testa, una corsa in bicicletta tra la natura per la felicità, una pozza d’acqua che inghiotte per la tristezza, e tante altre delicate, calzanti e poetiche. Dopo la carrellata di persone e pensieri, nell’ultimo risguardo di copertina, una sorpresa: i tanti personaggi non sono scelti a caso ma sono tutti collegati tra di loro. In una pittoresca piazzetta di paese li ritroviamo tutti e le connessioni vengono disvelate o, meglio ancora, possono essere immaginate. Tra chi siede ad un tavolo di bar, chi passeggia e chi guarda dalla finestre possiamo sbizzarrire la nostra fantasia ad inventare storie che si intersecano tra loro e creano rimandi e legami con le figure delle pagine precedenti, da ricercare e ritrovare. Un libro quindi che non si esaurisce, che diventa gioco e terreno fertile per l’immaginazione. Le illustrazioni sono coloratissime; figure vivaci e decise, nelle quali prevalgono toni pieni, soprattutto rossi, azzurri, gialli ocra. Un tratto netto ma morbido, che dà l’idea di una grossa pennellata, dà vita a disegni un po’ naif, popolati da uccelli e piante ma mai sovrabbondanti, anzi sempre compatti e misurati, che trovano il loro delizioso trionfo nella scena finale, da guardare e riguardare. http://libriemarmellata.wordpress.com

  Minhos Martins Isabel, Bernardo Carvalho

ANDIRIVIENI

La nuova frontiera Junior
 Fascia 8 - 11
 

Un bellissimo albo realizzato con la tecnica del collage. Un affastellarsi di strisce di carta, disposte in un crescendo di sovrapposizioni coloratissime che tende al nero man mano che cresce l’impatto dell’uomo sull’ambiente. Un libro per crescere con il senso della meraviglia e del rispetto. “Com as pernas e os pés andamos, corremos… vamos.” “Con gambe e piedi a piedi, correre ... andiamo” Non bisogna scomodare Marshall McLuhan per parlare della accelera-zione del nostro tempo. I libri ogni tanto ci accompagnano mentre fuggiamo via, in treno o in aereo. Ma ogni libro ci chiede di stare seduti, o al limite sdraiati, possibilmente isolati. Quale medium migliore per riflettere sul movimento delle persone e delle merci che un libro, un testo a moto fisico ridotto, concluso in sé stesso? “Ir e Vir”, titolo originale di Andirivieni, parla di come noi uomini ci muoviamo nel mondo oggi, di come ci siamo abituati ad andare e tornare, e a spostare le cose senza più renderci conto delle conseguenze di questo moto. E qui, se siete esigenti e un po’ malvagi come me, potreste chiedervi: la solita storiella ecologista-moralista? Niente di più falso, cari, perché Isabel Minhos Martins (nata a Lisbona nel 1974)ha avuto un’idea narrativa potente: un rapidissimo excursus, una moviola della storia dell’umanità (dai due piedi tonanti ai razzi, passando per le quattro ruote), e poi un violento confronto tra gli umani (e i loro mezzi inquinanti) e la bellezza di altre specie animali nomadi. Verrebbe da dire magicamente nomadi, se non volessimo riconoscere un piccolo tributo al lavorio millenario di quella spietata della selezione naturale, che ci ha regalato le rondini, le farfalle monarca, le balene grigie e gli gnù. Degli artisti della migrazione, perché vanno con le stagioni, seguono le fasi riproduttive, inseguono l’acqua… Rispettano un ciclo: a volte migrano perfino di generazione in generazione! Fermatevi un istante e vedete la rondine che vola sull’acqua, la balena che nuota, lo gnù che galoppa e la farfalla monarca – solo apparentemente più scanzonata – che svolazza. Non sentite già un po’ più di spazio attorno a voi? E non vi elettrizza il selvatico? Ecco, soltanto per queste sensazioni il libro si meriterebbe l’acquisto… ma il patto di lettura non si ferma qui! Perché abbiamo anche le illustrazioni di Bernardo Carvalho (nato a Lisbona nel 1973, ha studiato Communication Design all'Accademia di Belle Arti di Lisbona). Che non stanno ferme neanche su una pagina! Ci tirano in avanti. Fanno sentire lo sfrecciare delle cose, un’ebbrezza della velocità che se la gioca con i futuristi. Ma se questi credevano nell’accelerazione e nella potenza della macchina, Carvalho galoppa con le zebre e nuota coi cetacei. Le illustrazioni non negano la gioia del correre, ma rendono stridente la nostra invasione di campo. Nelle tavole l’inquinamento compromette l’ordine dei colori della natura. I soggetti, apparentemente realizzati dalle sagome e dalle sovrapposizioni di retini (dei simil-acetati), sono così luminosi e brillanti da fare invidia alla retroilluminazione degli schermi. Bravo bravo allo stampatore e grazie ancora una volta all’illustratore. Quindi, cari lettori, allacciatevi le scarpe, preparatevi a garrire, a dare una pinnata di balena e un colpo d’ala di farfalla, riprendetevi la bellezza e cominciate a correre. Siete così in copertina e ora che lo sapete non sfigurerete neanche un po’. http://biblioragazziletture.wordpress.com/

  Roberto Innocenti

CAPPUCCETTO ROSSO. UNA FIABA MODERNA

La Margherita
 Fascia 8 - 11
 

Torino, maggio 2013. Roberto Innocenti è al Salone del Libro per la prima volta, è venuto ad accompagnare Cappuccetto Rosso, il suo nuovo capolavoro. Disponibile e cordiale con i ragazzi presenti, e con gli adulti convenuti ad incontrare il più grande illustratore italiano contemporaneo, uno dei due italiani vincitori del premio Andersen internazionale (l’altro è Gianni Rodari). Lo schema della fiaba è quello tradizionale ma Innocenti traspone Cappuccetto Rosso in un ambiente urbano, in particolare la periferia urbana, e in un centro commerciale, che nella fiaba moderna assume la stessa funzione del bosco di un tempo: è il luogo del rischio, degli incontri pericolosi. In effetti, ad un primo livello di lettura, Cappuccetto Rosso è tradizionalmente la fiaba che mette in guardia i bambini dagli estranei. La periferia è volutamente anonima, perché Innocenti ha voluto rendere l’universalità di questa fiaba. Il lupo è un losco motociclista e nello svolgimento emerge l’attualità della fiaba che ritroviamo ogni volta che la cronaca ci informa della scomparsa o dell’insidia a un bambino. Pur nella fedeltà al testo, infatti, Innocenti fa emergere l’aspetto di denuncia di Cappuccetto Rosso, una fiaba inquietante che la Disney non ha mai rappresentato. Una delle tavole più suggestive è quella della mamma in attesa della bambina, a tarda sera, alla finestra – l’unica accesa –di un grande caseggiato. Nella sua versione, Innocenti ha deciso di mantenere entrambi i finali di Cappuccetto Rosso: quello negativo di Perrault, e quello positivo dei Grimm. Il testo che accompagna le illustrazioni è di Aaron Frisch, perché il libro, iniziato circa 4 anni fa e che ha richiesto circa 2 anni di lavoro, è stato pubblicato originariamente negli Stati Uniti. Aaron Frisch, statunitense, scrittore per ragazzi, è scomparso prematuramente all’età di 37 anni, all’inizio del 2013. La traduzione italiana è stata affidata ad un altro scrittore per ragazzi: Luigi dal Cin, vincitore del Premio Andersen Italia 2013 per il libro 0-6 anni. Dal Cin ha dato al testo originario un tono poetico, un ritmo che contrasta con l’ambientazione delle illustrazioni di Innocenti, e con la cupa inquietudine della vicenda. Del suo mestiere di illustratore, Innocenti dice di essere più appassionato che della pittura perché è direttamente rivolto a un grande pubblico Cecilia Barella Si chiama Sofia e sicuramente vive quell'età di mezzo che oggigiorno i sociologi etichettano con be-tween: non più bimbetta, non ancora teenagers. E indossa, Sofia, uno svelto paltoncino scarlatto, sneakers rosa ai piedi e zainetto in spalla. Una visione ordinaria, quotidiana, una ragazzina come tante se non fosse per quell'inconfondibile «cappuccetto rosso» poggiato su folti capelli bruni. È così che si presenta il sempre verde Cappuccetto Rosso nell'ultima straordinaria versione per mano di quell'illustratore ormai famoso nel mondo - Roberto Innocenti - al quale Pistoia ha dedicato una mostra: Lo specchio del mondo: Casa del tempo e Cappuccetto Rosso (Sale Affrescate, Palazzo Comunale - curata dall'Associazione teatrale pistoiese con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Per Info www.teatridipistoia.it). Unico italiano, salvo Gianni Rodari, ad aver ricevuto il prestigioso premio Andersen, Roberto Innocenti ben conosce e coltiva l'arte della sovversione, cogliendo il bisogno dei ragazzini di relazionarsi a proiezioni fantastiche che siano collegate alle condizioni concrete della loro stessa realtà. Nella trama di Cappuccetto Rosso. Una fiaba moderna Roberto Innocenti fonde gli elementi più noti della stessa fiaba tradizionale, trasfigurandoli e trasponendoli nell'immaginario della società contemporanea. Una fiaba moderna. Eppure non cede, Innocenti, alla tentazione dei movimenti femministi che, attingendo alle fonti originarie, orali, della fiaba, fecero di Cappuccetto una bambina intraprendente che non aveva paura del lupo. Né si lascia ingabbiare nell'eterna diatriba fra la versione ammonitrice del misogino Perrault e l'adattamento pedagogico-moraleggiante dei Fratelli Grimm, divenuti testimonial di tutto rispetto della corrente psicoanalitica capitanata dall'intramontabile Bruno Bettelheim. Piuttosto suggerisce, Innocenti, di spezzare l'incantesimo, di tralasciare gli ammonimenti come pure gli ammiccamenti al sottotesto. Allontanandosi dalla tradizione narrativa, le sue parole dipinte assumono un ruolo più «emancipatore», «controculturale» (si vedano gli studi utilissimi di Jack Zipes, editi in Italia per Mondadori) che: da un lato non fa più affidamento sulle seducenti illusioni di un lieto fine come legittimazione del processo di civilizzazione in atto, dall'altro facilita nei giovani lettori una definizione di se stessi proprio in contrapposizione al quel panorama di scelte finite, cristallizzate, proposto dalla società. Cappuccetto Rosso - quella fiaba che Rodari lesse alla rovescia, Munari colorò di bianco verde e giallo, e che mai Disney riuscì a trasformare in cartoon - si trova, allora, immersa in una periferia senza nome, in un non-luogo aggrappato tra terrazze di case popolari e bidonville, svincoli autostradali intasati, degrado urbano e rutilanti outdoors pubblicitari. Un attraversamento della «foresta» dei consumi dove tutto luccica, promette, scalda il bisogno e molesta il desiderio. Una giostra orgiastica di falso benessere, dove sapientemente, nelle sue tavole, l'artista toscano rende il cielo opprimente, squarciato da tuoni e fulmini, la strada fangosa, il degrado in agguato. Qui, in un ambiente senza sogni, arreso al proprio inarrestabile decadimento, lungo cumoli di copertoni, Sofia avanza verso la casa della nonna, incontrando i nuovi lupi mannari: giovani teppisti prepotenti e adulti eccitanti, predatori, assassini; sciacalli tutti dai sorrisi crudeli. Più rodariano dello stesso Rodari, Innocenti apre il finale della fiaba, lo biforca, lo rende sorprendente e mutante, come il cielo. E se magistralmente capovolge il classico avvertimento «cappuccettiano» del dover domare i propri istinti naturali mettendo, di contro, in guardia bambine e bambini dai pericoli delle foreste moderne, l'artista non rinuncia a suggerire possibilità di condizioni di vita non alienanti, dove la rinascita si ormeggia alla speranza che una volta percepiti gli elementi disturbanti per la propria esistenza e per la collettività, essi possano essere cambiati. Una meraviglia pur se, a narrare la storia altro non è che una nonnina frutto dei tempi moderni: un ologramma minuscolo, una fatina virtuale eppure capace di tessere incanti! di Manuela Trinci, Psicoterapeuta dell'Infanzia e dell'Adolescenza

  Roberto Piumini

DEI ED EROI DELL'OLIMPO

Mondadori
 Fascia 8 - 11
 

Sedici episodi della mitologia greca, gli ultimi dei quattro dedicati ad Ulisse. Gli antichi miti greci rivivono in tutto il loro fascino: il possente Eracle, il neonato Apollo, i cui strilli si mescolano alle grida dei gabbiani, la tessitrice Aracne, tramutata in ragno dalla crudele Atena, l'ardito Teseo in viaggio verso terre lontane, il tragico volo di Dedalo e Icaro, Perseo e la terribile Medusa. Un'avventura potente e carica di emozioni, narrata con voce calda, forte e poetica da un aedo, Roberto Piumini, che a visitare il mondo classico ci invita sin dai suoi primi racconti. Questo suo nuovo lavoro per Mondadori, dedicato ad Alessandro Riccioni, poeta e bibliotecario d'Appennino, é illustrato da Fabio Visintin. "Raccontaci, Leofanto!" gridavano i bambini. Erano nove, sei maschi e tre femmine, seduti attorno al narratore all'ombra dell'ulivo più grande e antico che stava al centro dell'uliveto." Leofanto intrattiene il suo giovane pubblico con storie lunghe o corte come i peli della sua barba, in amicizia e allegria. "Tutti risero, anche Omero, il ragazzo che non aveva mai visto la barba di Leofanto, né nessun'altra barba, perché era nato cieco, ma non perdeva uno solo dei suoi racconti." La prolifica penna creativa di Roberto Piumini fa sentire anche noi come quei bambini assetati di storie, e trasforma il mito in un racconto carico di emozioni e poesia senza tempo. Personaggi leggendari prendono vita in una rivisitazione vibrante per ritmo e fisicità: Eracle, Prometeo, Apollo, Teseo, Ulisse… Viaggi, nascite divine, sacrifici, sfide agli dei, magiche trasformazioni nei sedici racconti dal sapore moderno e dal retrogusto classico. Grazia Gotti e altre fonti ________________________________________ Roberto Piumini è nato a Edolo, in provincia di Brescia, il 14 marzo 1947. Ha abitato a Edolo, Varese, Milano. Dal 1978 ha pubblicato moltissimi libri di fiabe, racconti corti e lunghi, romanzi, filastrocche, poesie, poemi, testi teatrali, testi di canzoni, testi per teatro musicale e cori, traduzioni, adattamenti, testi parascolastici, presso circa 70 editori italiani. Ha scritto una trentina di testi poetici (poesie, ballate, poemi narrativi, canzoni) su materiali di ricerca e memoria di gruppi di bambini, ragazzi e adulti, in varie località, fra cui Omegna, Alessandria, Scandiano, Milano, Imola, Reggio Emilia, Roma, Modena, Castel del Rio, Torino, Mestre, Lugano (Svizzera). Ha una cinquantina di traduzioni all’estero. Dal 1990 ha pubblicato per adulti quattro romanzi, cinque raccolte di racconti, testi di parodia letteraria, canzonieri, poemi narrativi, presso una dozzina di editori. Ha scritto testi poetici e narrativi su illustrazioni e in cataloghi d’arte, tradotto in versi poemi di Browning, i Sonetti e il Macbeth di Shakespeare, il Paradiso Perduto di John Milton e l’Aulularia di Plauto, con aggiunta di finale apocrifo, registrato in audiolibri poemi e racconti propri e di altri autori. È stato fra gli autori e ideatori della trasmissione televisiva RAI L’Albero Azzurro. Ha scritto e condotto le trasmissioni radiofoniche Radicchio e Il Mattino di Zucchero. Con "Storie dell'orizzonte", una raccolta di diciotto racconti illustrati da C. Mariniello, Piumini vinse Il Premio Andersen Baia delle favole 1983 e il Premio Le Palme d'oro nel 1984. Sono innumerevoli i libri scritti per bambini e ragazzi, ne segnaliamo uno fra tutti: Lo stralisco, Einaudi, Torino, 1987. www.robertopiumini.it __ Fabio Visintin nasce a Venezia nel 1957, città nella quale risiede e lavora come autore e illustratore. Esordisce con i fumetti pubblicando su «Linus», «Tempi Supplementari», «Frigidaire» e realizzando libri per l'editore Ottaviano. Il successo di alcuni personaggi da lui creati (I Cuccioli, recentemente riediti in volume) lo porta a lavorare continuativamente per il «Corriere dei Piccoli». Come illustratore collabora con editori e agenzie sia in Italia che all'estero. www.facebook.com/FabioVisintinIllustrautore‎ __

  Jürg Schubiger, Wolf Erlbruch, tradotto da Monica Pesetti

DUE CHE SI AMANO

E/O
 Fascia 8 - 11
 

È un libretto piccolo e bello, questo edito da E/O, la casa editrice che pubblica in Italia i libri con figure del grande illustratore Wolf Erlbruch. Il libretto è prezioso perché qui il testo scritto è di un altro grande autore, Jürg Schubiger, scrittore e psicoterapeuta svizzero già premiato con l’Hans Christian Andersen Award. E poi è un testo poetico, giustamente, che racconta ai bambini diversi tipi di amore e relazione, diversi momenti dell’amore e delle relazioni, con racconti in versi, pieni di ritmo, lievi, giocosi e dotati di beat bambino. Un grande merito pedagogico del libro è quello di voler raccontare l’amore, impresa difficile, e da sempre ispirante. L’amore che non è solo facile, non è lineare, è pieno di domande, l’amore che suscita tante domande, l’amore che spesso si pensa non sia necessario raccontare, perché è una cosa naturale. Invece l’amore, lo vediamo nei tanti esiti del “malamore”, è anche un fatto culturale, pedagogico, forse anche un’emergenza pedagogica in Italia di questi tempi. Raccontare “due che si amano” è un atto folle e coraggioso, come ogni atto artistico. Erlbruch lo rende un percorso visivo di forte significato: sono tutti animali diversi fra loro, ad amarsi, in ogni pagina, in ogni poesia, c’è un ritratto doppio che incanta lo sguardo. Nella relazione tutto è relativo, ogni verità è verità soggettiva, esiste solo lo sguardo e il gesto, nel dialogo. Il bacio, il capriccio, perfino la separazione esistono, esiste volersi bene in silenzio, esiste sentire il desiderio di dirlo. Ed esiste una grande musa su tutto questo: la differenza. L’essere pennuti o pelosi, striscianti o coduti, è il grande atto di diritto su cui si fonda un diritto fondamentale: quello ad essere amati, rappresentati, visti, riconosciuti, guardati con amore per quello che si è. Una lettura per i piccoli e tutti gli altri, per lettori di tutte le età e per dichiarazioni amorose da fare nel codice del libro illustrato, da sempre luogo galeotto di baci e fughe nel sogno. L’educazione sentimentale, grazie a questo libro, ha un nuovo giardino, dove passeggiare insieme, fra lettori, guardando le pagine e guardandosi l’un l’altro, a trovare le parole per dirlo, a leggerle, a impararle a memoria, a regalarle. Marcella Terrusi (da LiBeR 99)

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