Contributi 2013

Classi quarte A e B della Scuola Primaria  “A. Fogazzaro” di Follina

ALICIA:
quando la maestra ci ha letto i libri, mi immaginavo cose diverse. Invece quando ho sfogliato il libro, era tutto diverso da quello che avevo immaginato.

FILIPPO:
 è stato molto bello partecipare al Soligatto, i libri erano fantastici. Vorrei rifare questa esperienza anche il prossimo anno. Quando toccherà ai bambini più piccoli di noi, spero che si divertano e scelgano il libro migliore. Sono impaziente e non vedo l’ora di conoscere gli autori.

AARON:
 è fantastico votare libri perché giudichi le illustrazioni, il formato e il libro stesso. Io spero che vinca “Il grande cavallo blu” perché parla anche della realtà che ci circonda, cioè i matti.
Sono persone normali ma pensano di essere speciali, come l’uomo albero, quello di vetro o l’assassino di uccelli…

AMINA:
  la partecipazione al concorso mi ha emozionato molto perché fare i giurati magari non era facile per me. Il libro che mi è piaciuto di più era “Il grande cavallo blu” perché c’era il cavallo Marco che portava i vestiti alla lavanderia.

GIULIA:
grazie al Soligatto abbiamo capito che è importante ascoltare, immaginare e capire le storie.  Ma è ancor più importante leggere con la passione di scoprire il contenuto della storia e imparare parole nuove.

MANUEL:
 è stato bellissimo stare seduti sulle sedie e ascoltare quello che la maestra leggeva… ci permetteva di sognare, fantasticare e anche riflettere. Questi cinque libri ci raccontavano delle storie bellissime.

Classe quinta A della Scuola Primaria “Giovanni Ancillotto” di Soligo

RICCARDO:
Tra le ultime poesie del libro, ce n’è una che parla del cuore di una balena ed era bellissima anche se pareva non c’entrare molto con Don Chisciotte. Secondo me Gek Tessaro l’ha introdotta perché parla o ti fa capire i sentimenti di Chisciotte, il suo finto coraggio e il suo cuore “pesante” a differenza di quello “grande” ma “leggero”, cioè senza pensieri, della balena.

AZZURRA
… un’immagine che mi ha emozionato è stata quella del tramonto. Ho provato anche molta invidia proprio perché l’autore è bravo a dipingere ed io vorrei farlo come lui…

ALESSIA:
Chisciotte e Dulcinea in un cuore. Su questo disegno, la frase: NON C’È IO SENZA TU. Trovo che per questa immagine, abbia usato una frase emozionante.
 .  
KRISTIJAN:
 … il disegno di un uccellino sul ramo circondato poi di nero: una poesia e una scena bellissima… quasi commovente.

ALICE:
… con un semplice ritocco, ha fatto spuntare le ali ad un uccellino: questo vuol dire che il suo cuore si era liberato… Pareva il respiro della natura con il quale anche il mio cuore si è aperto.

MICHELE:
Quando io mi sento ingabbiato, sono come l’uccellino di Gek Tessaro e mi libero tirando pugni su per i sacchi di fieno…

MASSIMILIANO:
Guardando l’uccellino che apriva le ali e cominciava a volare ho capito che ognuno deve aprire il proprio cuore al mondo.

 



Contributi 2012

 
IL  SIGNOR  AGOSTINO

I  bambini della classe 3 B  - Scuola Primaria  Contà di Pieve di Soligo si sono così  espressi:

Mi è piaciuto tanto questo libro perché è corto e anche bello..Mi ricordo quando il Signor Agostino ha preso il sasso e l’ha tirato a una bambina che rideva di lui con cattiveria; la bambina è finita all’ospedale e i suoi genitori sono andati da Agostino e gli hanno detto: -Uno come te non deve uscire in giro!!..- Io sono dalla parte del Signor Agostino!   Ouiame   (arrivata da due giorni in classe 3° B )

Questo libro mi è piaciuto perché è tanto vivace e ha dei colori bellissimi, il libro è anche divertente. Spiega che si devono rispettare anche le persone che sono buffe oppure si vestono in modo strano.    Amel

Mi è piaciuto perché il signor Agostino ha dato da mangiare 2 salsicce al cane e poi perché si metteva 2 calzini diversi e metteva solo una scarpa.   Silvia

Il signor Agostino era un po’ strano, ma lui era bravo come signore: spesso quando lo salutavano lui diceva…OSSEQUI!!……I bambini si sono comportati male perché non dovevano deriderlo e dargli dello stupido, ma alla fine sono diventati amici e hanno vissuto felici e contenti!      Rebecca

Di questo libro mi è piaciuta la sorpresa che Clara ha fatto al signor Agostino, anche se le aveva fatto male, cioè gli ha fatto trovare il cane.  Questo libro mi ha insegnato che non bisogna fare del male agli altri, ma soprattutto non giudicare come la gente faceva con Agostino.   Chiara

…..I genitori di Clara insultano minacciosi il signor Agostino per aver colpito la bambina e quando lui viene portato in ospedale ritrova: Clara, il suo cappello ed il suo ombrello.     Glenn

E’ stato bello quando il signor Agostino ha accarezzato la bambina in ospedale.  Sanjana

Il libro che ho ascoltato mi ha fatto capire che quando si fanno i dispetti poi bisogna pentirsi e perdonare come ha fatto il signor Agostino con Clara.  Evelyn

Il libro del signor Agostino mi è piaciuto tantissimo perché era tanto divertente; mi ha insegnato ad essere più gentile con le persone.   Adina

Questo libro mi ha insegnato che bisogna voler bene alla gente e di non fare del male agli altri e non prendere in giro. E mi ha insegnato che le cose se si perdono, si cercano e si dimenticano, ma poi si ritrovano…  Eleonora

Il libro del signor Agostino non mi è piaciuto perché le illustrazioni non mi piacevano perché le teste sembravano dei mostri. Però mi ha fatto imparare a rispettare la gente e a curare ciò che mi piace e a mollare ciò che non mi piace, cioè prendere delle decisioni nella vita.    Edin

Questo libro mi ha insegnato che non bisogna lasciare i cani abbandonati soli e senza da mangiare e senza da bere…  Mathias

Questo libro mi ha insegnato a non prendere in giro le persone..  Sean

…Non bisogna fare come quei bambini che deridevano il signor Agostino perché si vestiva un po’ male, quello vuol dire non rispettare la gente! Anche il signor Agostino ha fatto una cosa brutta, cioè ha tirato il sasso, ma non l’ha fatto per divertimento, l’ha fatto perché i bambini lo deridevano e gli facevano la linguaccia. Io in verità sto dalla parte di Agostino, perché è il più debole di tutti.   Gioia

Questo libro ci dice che bisogna perdonare le persone.   Matilda

La storia del signor Agostino insegna che non bisogna ridere degli altri e prendere in giro le persone, ma comprendere le diversità degli altri uomini..Il signor Agostino si vestiva in modo strano e un giorno indossava una sola scarpa, oppure dei calzini diversi e perfino metteva il braccio dentro la manica del cappotto e si abbottonava i bottoni della camicia con quelli della giacca: era molto divertente!   Beatrice

Il libro del signor Agostino mi è piaciuto molto perché mi ha insegnato che non bisogna ridere di una persona anche se è diversa da noi; però non bisogna nemmeno reagire in un brutto modo tipo tirare dei sassi.    Sara

Il signor Agostino parlava sempre di cose a cui vuoi bene e ti lasciano o di cose a cui non vuoi bene e ti lasciano. Di queste ultime poteva fare anche a meno, mentre le prime si dovevano aspettare con molta pazienza.
Questo libro mi è piaciuto perché insegna che,anche se una persona all’apparenza può sembrare matta, in realtà può essere molto buona.     Lorenzo  


CLASSE 5 A - SCUOLA PRIMARIA G. RODARI  di COL SAN MARTINO

♦ “I Fratelli Neri” mi è piaciuto per i disegni in bianco e nero che secondo me esprimono la tristezza di Giorgio quando, ad esempio, viveva rinchiuso nel ripostiglio; ho votato questo libro anche per la storia che racconta: un problema che esiste ancora oggi in alcuni Paesi poveri: lo sfruttamento minorile.

Poesia
Fumo, cenere
le giornate sono grigie e nere.
Giorgio: picchiato, sfruttato e maltrattato
ma una persona buona l’ha aiutato.
L’istruzione la sua vita può trasformare
Con il progresso si può cambiare.
( Sara Fiorini)

♦ “I Fratelli Neri” è un libro che ti fa guardare la realtà, ti fa aprire gli occhi e capire quanto noi siamo fortunati rispetto ad altri bambini che anche oggi vivono nella povertà. Inoltre questo libro ti fa capire che se hai un sogno esso si può realizzare, e i momenti difficili si possono superare con facilità se stiamo uniti alla famiglia e agli amici.  ( Micheletto Rachele)

♦La storia di Giorgio è davvero triste per la sua povertà, la sua fame e la miseria, ma quello che è interessante è che Giorgio abbia trovato una persona gentile e altruista che lo aiuterà a cominciare una normale vita da giovane ragazzo. ( Iman Maidan)

♦”I Fratelli Neri” è un libro che racconta una storia drammatica perché i bambini venivano sfruttati quasi come schiavi e perché in quei tempi c’era molta povertà.  A noi è piaciuta molto anche la fine del libro perché non finisce come tante altre storie “e vissero tutti felici e contenti” ma presenta un finale aperto così la fine puoi immaginarla come vuoi. ( Davide, Michele, Gabriele)

♦”L’arca parte alle 8” è un libro che mette allegria; mi è piaciuto perché lo scrittore ha usato la fantasia e ha capovolto la storia di Noè facendola diventare un racconto divertente. (Rachele)

♦”L’arca parte alle 8” è un libro originale perché i protagonisti sono dei pinguini, animali poco usati nelle storie; è la rivisitazione di una storia molto conosciuta ( l’arca di Noè) raccontata dal punto di vista degli animali. Questa storia comunica fedeltà, amicizia e altruismo quando i due pinguini grandi non abbandonano il piccolo, nascondendolo nella valigia. ( Beatrice e Giada)

♦ ”Il Signor Agostino” all’apparenza potrebbe sembrare un libro strano ma in realtà ti fa capire come ogni tanto facciamo delle brutte cose  involontariamente, ma se qualcuno ti vuole bene davvero ti perdona sempre, come ha fatto la bambina con il signor Agostino. ( Rachele)

♦ “Chiamatemi Sandokan” è un libro che ti fa ritornare piccina, mi ricorda i giochi che facevo da piccola imitando i personaggi e capovolgendo le storie.(Rachele)


 
Gioia della classe 4^  Scuola Primaria di Soligo ha scritto, in assoluta autonomia, una nuova avventura di Moi, la protagonista del libro “L’isola dei granchi violinisti” 
 
MOI E I DELFINI

Moi quel giorno era sulla terrazza della sua capanna a suonare un flauto di legno fatto a mano. Quel flauto l’aveva costruito il padre con il legno d’ebano. La madre invece l’aveva decorato con il color bianco disegnando cornicette, fiori dai petali delicati e persino dei granchi violinisti (conosceva bene sua figlia e non aveva mai dimenticato che le avevano salvato la vita). Gliel’avevano regalato per il compleanno, poche settimane prima.
Mentre suonava un fulmine spaccò il due il cielo. Moi balzò in piedi ed entrò nella capanna dove la madre macinava igname e manioca per produrre farina e il padre curava i pesci che aveva pescato quel giorno.
Moi chiese timidamente:“Mamma, papà… vi dà fastidio se suono qui? Fuori sta iniziando a piovere!”
E il padre gentilmente disse: “MOi,  aiuta la mamma a fare il pane! Magari suonerai dopo cena!”
Trascinando i piedi mise il flauto sulla sua coperta di foglie di palma  e andò dalla madre e per un’atra mezzora  macinarono farina, finchè la madre disse: “Adesso prepariamo il pane, va bene?”
Così impastarono, mescolarono, cucinarono ed infine il pane era pronto. Il papà intanto aveva cotto e curato il pesce.
Moi, dai , è ora di mangiare!” chiamò. E Moi si sedette tranquilla.
Terminata la cena, corse a prendere il suo flauto e iniziò a suonare un’allegra coanzone ma il papà la interruppe chiedendole:
“Domani vuoi venire a pescare con me?”
“Sììì!” grido la piccola euforica. Ma:
“No! Moi non va! Ci sono le tempeste  ogni giorno con la stagione delle piogge!! E sarebbe pericoloso anche per te!” urlò la madre al marito.
I due litigarono finchè la madre rinunciò all’impresa  e disse a Moi che poteva andare .
Poco dopo il papà mandò a letto MOi e insieme alla madre le diede un buffetto sulla guancia: “Buonanotte MOi! Dormi bene perché domani ti aspetta una grande giornata!” Infatti il padre non le aveva mai chiesto di accompagnarlo in mare.
La piccola si addormentò subito, ma presto riaprì gli occhi e sobbalzò a causa di un tuono. Uscì in terrazza, osservò il cielo e poi, abbassando lo sguardo, vide un granchio violinista.
Subito si diresse verso il campo dove crescevano i fiori di ibisco e ne raccolse un mazzolino per quel granchio solitario. Nel giro di poco un gruppo di dieci granchi era sbucato dalla sabbia e Moi stette lì ad osservarli.
Un granchio, che aveva finito di mangiare un fiore, salì sulla sua gamba facendole il solletico. Moi rise piano e lo accarezzò.
Ci  fu un lampo e i granchi spaventati tornarono velocemente nelle loro buche.
Moi, dispiaciuta, raccolse i fiori rimasti  e li posò sul davanzale della sua finestra
Tornò dentro la sua capanna, si distese e iniziò a fissare il soffitto fino a che si riaddormentò.
All’alba il padre la chiamò: “Moi, svegliati! Ho già preparato l’occorrente!!”
Sbattendo le palpebre, la piccola si alzò chiedendo:
“Posso portare il mio flauto?” ma il padre la consigliò di lasciarlo a casa per evitare di rovinarlo.
Uscì e vide il padre con un sacco e la madre alle prese con del pane e un paio di borracce per l’acqua.
Dopo avere baciato la mamma, padre e figlia si incamminarono verso riva seguiti dalle raccomandazioni della mamma.
Tolsero il chiodo che fermava la barca e si allontanarono dalla spiaggia in silenzio.
Al largo il padre attaccò l’esca all’amo e disse: “Speriamo che non piova!”
Dopo un’ora aveva già pescato tre pesci. Due ore dopo ne aveva pescati otto.
E poi il cielo iniziò ad annuvolarsi, una pioggerellina iniziò a battere sempre più forte  e presto si aggiunse anche il vento.
Moi , preoccupata, disse: “ Papà, ho paura! Torniamo a riva!” ....

Il padre annuì e raccolse l’amo e la rete. Le ripose nel sacco e prese una pagnotta  che porse a Moi. Mentre il padre remava con forza, MOi iniziò a mangiare continuando a guardare preoccupata il cielo ormai nero.
Si sentivano tuoni seguiti da lampi di tempesta.
“Insomma quanto manca? Ormai arriva!” sbottò Moi.
Ed il padre, anch’egli preoccupato, incitò la figlia ad aiutarlo.
Finalmente: “Ecco la riva! Siamo quasi arrivati”
Ma Moi fece appena in tempo ad alzare lo sguardo che un’onda li travolse. Urlò, ma sentì una fitta di dolore alla coscia e trattenne il respiro.
Sull’isola alcune donne erano sulla spiaggia a piangere :
“Oh, no!! Mio marito è ancora in mare!” urlava una.
“Sta ancora pescando!” aggiungeva “Moi è con mio marito…!” diceva la madre di Moi in preda alla disperazione.
Tra le onde, Moi e il suo papà si erano aggrappati miracolosamente a ciò che restava della barca ed urlavano.
Intanto sull’isola i granchi violinisti osservavano la tempesta finchè uno di loro zampettò verso una capanna, la capanna di Moi.
Gli altri l’avevano seguito come anche la madre di Moi incuriosita dal loro movimento. Essi si dirigevano verso il letto della piccola indicando il flauto.
La madre capì e legò alla chela di uno di loro lo strumento della figlia anche se non conosceva le effettive intenzione dei granchietti.
Moi era ancora aggrappata alla trave insieme al papà, ansante, con la gamba sanguinante. All’improvviso sentì anche un pizzicorino all’altra gamba, ma non era ferita, erano i granchi che trasportati dalle onde erano arrivati a lei.
Moi riconobbe il suo flauto e una volta riuscita a prenderlo, usò le ultime sue forze per suonarlo.
In lontananza qualcosa aveva sentita quella specie di richiamo: erano almeno una ventina di delfini. Ognuno prese in groppa una persona e quando toccò a Moi, lei lasciò la trave e si aggrappò al dorso dell’animale. Poi svenne.
Si ritrovò distesa sulla sua coperta di foglie di palma accanto al padre. Vide la sua gamba destra bendata. Comparve su di lei il volto in lacrime della madre.
“Oh, Moi! Sei salva!” e si tuffò ad abbracciarla.
“Tesoro… hai salvato tutti!” aggiunse.
“ Cos’è successo?” chiese stordita la piccola
“ I granchi ti hanno portato il flauto e la musica ha chiamato i delfini che vi hanno portati a riva!”
Due settimane dopo, Moi aveva già un nuovo flauto (l’altro era andato perso in mare) e questa volta insieme ai disegni di fiori di ibisco e di granchi violinisti comparivano anche le sagome di alcuni delfini.
Quel giorno suonava più allegramente del solito, infatti era nato un bimbo al villaggio…

 Classe quinta  - Scuola Primaria di Refrontolo

Come i protagonisti di “CHIAMATEMI SANDOKAN”, anche noi abbiamo cercato tra i libri dei nostri genitori e abbiamo trovato avventure di pirati e tigri, ambientate in isole e mari lontani.

ABBIAMO CONFRONTATO LE ILLUSTRAZIONI E CERCATO DI CAPIRE COME I NOSTRI GENITORI VIAGGIASSERO CON LA FANTASIA SUSCITATA DA QUESTI LIBRI COSÌ EMOZIONANTI.

Ecco ciò che abbiamo trovato:
„« due edizioni de “La riconquista di Mompracem”;
„« “Le due tigri”;
„« “La rivincita di Yanez”.

Abbiamo scoperto inoltre che le avventure di Sandokan sono narrate in numerosi libri; oltre a quelli già citati ci sono, ad esempio:

“I Pirati della Malesia”
“Le tigri di Mompracem”
“Sandokan alla riscossa".

I bambini delle classi Scuola Primaria di Refrontolo - ins. Silvana

GENTILMENTE ED EDUCATAMENTE

SE GENTILE TU SARAI
TANTI AMICI TI FARAI.

     QUANDO INCONTRI UNA PERSONA
     NON GIRARCI TANTO INTORNO
     MA DI’ SUBITO “BUONGIORNO!”

CHE ORE SONO PER FAVORE?
COME SCAPPANO LE ORE!

     SE PER SBAGLIO FACCIO UN TORTO
     CHIEDO SCUSA ED E’ RISOLTO.

SCUSA SE TI HO FATTO MALE!
NON VOLEVO MANDARTI... ALL’OSPEDALE!

     SE  MI PRESTI LA COLLA, PER FAVORE,
     IO TI PRESTO IL MIO COLORE.

SI’, CERTO! GIOCA CON ME!
RIDEREMO IO  E TE!

   GRAZIE A TUTTI E ARRIVEDERCI!
   SARA’ BELLO RINCONTRARCI!



Giudizi e contributi 2011

 

Scuola Primaria del Contà, PIEVE DI SOLIGO - classe 2^ B

Il libro Ambarabà CD cocò mi è piaciuto perché c’erano tante rime.
Mi è piaciuta tanto la filastrocca di Pierin che fa la cacca sotto un ponte e il dottore la misura 33 e anche quella del Camaleonte che si nasconde, ma il bello è che stava sempre al suo posto, non si spostava neanche di un centimetro.     Gioia


Certe filastrocche le conoscevo anch’io. Quando abbiamo ascoltato le filastrocche nel disco tutti, compresi io e la maestra, ridevamo.   Lorenzo

… c’erano tanti strumenti, soprattutto la chitarra e tutti i compagni ballavano e Mettevano i capelli davanti alla faccia. Tutti cantavano e ballavano.     Lejla

  
Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché non ci sono storie, ma conte e filastrocche. Non è Ambarabà cicì cocò perché ha il CD… questo libro mi ha insegnato delle conte e filastrocche che non sapevo.    Chiara

Scuola dell’Infanzia di REFRONTOLO

Il libro Ambarabà CD cocò mi è piaciuto perché ha tutte le rime. Le rime sono quando finiscono uguali.

L’ho scelto perché era VERDE.

… perché c’erano delle filastrocche belle, lunghe, corte… perché parlava di CACCA!

 



Giudizi e contributi 2010

I commenti dei bambini del Primo Ciclo
Se vede una scala, Ninetta curiosa…
L’alfabeto in rima
A di amico
dolce come un fico
B di blu
e il pesce fa glu glu
C di coccodrillo
che tanto beve e diventa brillo
D di delfino
che è un bravo ballerino
E di elefantino
che corre dal contadino
F di foglia
e di suonare mi viene voglia
G di gola
e ai dolcetti la mia mente vola
I di Isabella
che quando fa la modella
non mangia la caramella
L di libriccino
che viene letto dal bambino
M di miele
che piace tanto a Gioele
N di NINETTA
che fa la maglietta
O di orso
che se ti vede ti dà un morso
P di pallina
per giocare da sera a mattina
Q di quadretto
che si trova nel quadernetto
R di rana
che nuota nella fontana
S di Sanjana
che suona la campana
T di topo
che va a scuola dopo
U di uccellino
che canta al mattino
V di Valentina
che si crede tanto bellina
Z di zanzare
che mi sembrano fanfare.
Classe I D - Scuola Primaria “del Contà” di Pieve di Soligo
Ricordo il libro Un piccolo passo perché l’anatroccolo alla fine trovava la sua mamma. Gioia
Classe I B Scuola Primaria “del Contà” di Pieve di Soligo
Un giardino sotto terra è un libro bello perché mi piace l’idea di un albero che cresce sotto terra. Sean
È stato divertente quando il bambino voleva tirare i rami dell’albero che stava uscendo dal tombino. Edin
Sono belli gli alberi che escono da sotto terra… Quando l’albero è cresciuto spuntano anche i fiori. Amel
Mi ha insegnato a fare un buco sotto terra per nascondermi quando la mamma mi cerca Mathias
Classe I B Scuola Primaria “del Contà” di Pieve di Soligo
Con Mi porti al parco? mi sono divertita perché ci sono tanti suoni e il papà che russava mi faceva ridere. Beatrice
Anche a me è piaciuto perché il bambino ha allagato il bagno, ma il papà continuava a russare. Elisa
Nel libro ci sono tanti suoni che mi piacciono e noi li abbiamo riprodotti con gli strumenti. Chiara
È stato divertente e io ho fatto la parte del papà che russa con la grattugia e la forchetta. Eleonora
E’ un libro bellissimo perché il papà russava come il mio. Leyla
La luna e lo stagno

“Il vero tesoro non è sulla luna, ma in terra, nell’amicizia tra l’anatra e la rana” Leyla

I commenti dei bambini del Secondo Ciclo
Yakouba/Kibwe
Classe V B della Scuola Primaria “Gianni Rodari” di Col San Martino
I ragazzi della tribù devono uccidere un leone per diventare guerrieri. Uno di loro incontrò un leone, lo ferì ma lo risparmiò. Non potendo fare il guerriero diventò guardiano del bestiame. Mentre le altre mandrie venivano attaccate dal leone la sua era risparmiata. Il leone aveva riconosciuto il ragazzo generoso e non attaccava le sue mucche. Fare una buona azione porta sempre del bene. Arianna
Questo libro mi ha fatto pensare al grande sacrificio che ha fatto l’uomo a non uccidere il leone. Ha così rinunciato a diventare un forte e grande guerriero agli occhi degli abitanti del suo villaggio. Rimase così un allevatore. Nella vita ci sono persone che fanno di tutto per arrivare dove vogliono, lui invece non ha ucciso neanche un leone… Andrea
Il bene elargito agli altri viene restituito modificato, nel tempo. La gratitudine del leone verso il ragazzo si è riversata su tutto il villaggio perché il leone ha risparmiato il bestiame. Questo ci insegna che anche nella vita, se siamo generosi con qualcuno, il bene sarà ricambiato quando meno ce lo aspettiamo. Lorenzo
Questo libro mi ha fatto capire che non servono delle prove per diventare grandi e che certe persone vivono nell’ignoranza perché pensano di essere migliori degli altri. Ogni persona deve agire con la propria testa e coscienza. Melania
Dalle nostre riflessioni in classe abbiamo capito che il libro suggerisce i seguenti valori: l’amicizia, il rispetto reciproco, la tolleranza, la pace, la generosità, la comprensione, la bontà, il sacrificio. Tutti
Il pesciolino nero Classe IV A Scuola Primaria “del Contà” di Pieve di Soligo
Il libro è bello, avventuroso, insegna ad aiutare il prossimo e a non arrendersi davanti agli ostacoli, il finale è molto misterioso. Giulia
È un racconto avventuroso di un pesciolino molto coraggioso, con molti colpi di scena. Mi sono piaciuti i disegni molto rappresentativi della storia. Alberto
Non mi è piaciuto, è misterioso ma noioso e ha un finale, per me, senza significato. (Sofia) Mi è piaciuto, è molto bello, molto romantico, ma il finale è curioso… Matteo
Classe V A Scuola Primaria “Gianni Rodari” Col San Martino
Il gioco della poesia, dalla lettura del libro Poesie per aria, un laboratorio per giocare con le parole, le immagini, le rime… e le illustrazioni di Clementina Mingozzi.
Classe IV A Scuola Primaria “del Contà” di Pieve di Soligo
Acqua
Acqua per mari e per monti
disseta passeri e camaleonti.
Acqua in foresta e in pianura
l’assorbe tutta la natura.
Acqua che gira in tondo
acqua per tutto il mondo.
Acqua che bagna,
acqua che stagna,
acqua che si lagna
quando scricchiola la montagna.
Acqua intelligente
che fa vivere la gente.
Acqua che non si spreca
e a tutti guadagno reca.
Davide e Lorenzo
La natura
Corro spensierata in bicicletta
in una strada stretta stretta.
Profumo di viole
baciate dal sole,
profumo di lillà
sparsi qua e là.
Colori belli,
colori accesi,
colori candidi,
colori splendidi:
tutto questo è la natura!
Erika
Gioco
Che bello giocare sempre di più
invece di guardare la tivù.
Ti senti il cervello che va giù giù
mentre con il gioco si sviluppa di più.
Giù nel cortile prendo la bici,
gioco a pallone con i miei amici.
Gioco con il mio cane
che mi mangia il pane.
Gioco con l’altalena
legata all’albero con una catena.
Andrea
La primavera
Sbocciano i fiori
i prati sono pieni di colori.
Il vento fischia nuove canzoni.
e la natura canta di gioia.
Mai non ci si annoia
ed è questa la primavera!
Teodora
La musica
La musica
è ritmica
proprio perché
una persona sola c’è
che molto bene la sa suonare
ed è da qui che si comincia a cantare.
Se la musica mi metto ad ascoltare
subito comincio a ballare
e se la canzone ha la rima
ballo più veloce di prima.
Alice
La notte
La notte è tanto scura
si urla e si ha paura.
Si fanno sogni strani,
si dorme sui divani.
La notte porta consiglio
ma io mi sento un coniglio.
Sono proprio un gran fifone
e dormo nel lettone.
La notte, che spavento!
e soffia pure il vento.
Ma l’alba si avvicina
e tutto torna come prima.
Samuele
Il mio mondo a testa in giú
Divertente, simpatico, per niente noioso! Sofia
Molto, molto, molto bello: il più bello!!! Matteo
Sì, a me piace il libro… solamente che alcune storie… non le capisco! Giulia
Il libro è divertente, comico, i racconti sono fantasiosi e alcuni un po’ violenti. Mi è piaciuto perché racconta avventure che accadono ai bambini. I disegni sono semplici e molto colorati. Alberto
È fortissimo, fa ridere ed è quello che voterò! Cristina
Lafcadio. Il leone che mirava in alto
Il libro mi è piaciuto molto perché è impaginato bene, i disegni sono molto particolari, in bianco e nero. È una storia fantastica di un leone che ha preso le abitudini di un uomo, con il finale aperto… che ci fa pensare…” Alberto
Raccolta e organizzazione a cura de La Scuola del Fare



Alcuni giudizi

Ho scelto La riparazione del Nonno perché era esilarante e divertente, ma è stata dura sceglierlo perché mi piaceva anche il libro 365 Pinguini. Però La riparazione del Nonno mi ha divertito di più perché era pieno di stramberie.

Beh, non è stato facile scegliere La riparazione del Nonno perché anche gli altri libri “candidati” erano bellissimi; per esempio Sotto l’occhio del drago mi è piaciuto per i disegni all’interno, 365 Pinguini e Il cavallo più bello del mondo per il senso umoristico e Giovanna e i suoi Re per il testo affascinante e realistico. Però La riparazione del Nonno mi ha colpito per il senso umoristico del testo e se esistesse il super mondiale dei mondiali dei libri andrebbe nei primi posti.

La scelta non è stata molto facile perché anche Giovanna e i suoi Re è stato molto bello, ma poi sono arrivata a scegliere La Riparazione del Nonno per le illustrazioni, contesto e linguaggio. L’attività è stata molto bella e creativa e mi sono divertita.

Perché ho scelto i 365 Pinguini? Ho scelto i 365 Pinguini (anche se tutti i libri erano belli) perché era una cosa bellissima, sì insomma mi è piaciuta perché era divertente, e poi vedere che la famiglia si arrabbiava, sorrideva, piangeva mi è piaciuto tanto. Anche l’attività era molto bella, credo sia la cosa più bella che ho fatto, e poi leggere libri, disegnare, colorare e mettere la propria immaginazione, è stata splendida!

A me è piaciuto La Riparazione del Nonno perché era divertente, faceva ridere e faceva capire l’importanza dei nonni di un tempo.

Il libro 365 Pinguini mi è piaciuto perché era molto divertente ed era illustrato bene, e c’erano anche gli stampini per le zampe dei pinguini. Certo non è stata una scelta facile perché erano belli tutti, ma questo mi ha colpito di più perché mi piacciono tanto gli animali e mi piaceva anche il testo “formato” bene: e soprattutto mi sono divertita moltissimo, è stata un’esperienza bellissima.

Ho fatto fatica a scegliere Giovanna e i suoi Re tra i libri, perché tutti erano belli: La Riparazione del Nonno era molto simpatico, 365 Pinguini erano anche loro simpatici, ma Giovanna e i suoi Re era meravigliosa. Insegnava in modo più carino la storia, con quelle belle illustrazioni: le bombe erano caramelle, Giovanna dormiva in una coroncina, e l’effetto di tutti quei cappelli, mentre passavano le parole, era una cosa meravigliosa! Questa attività era molto bella, perché sono riuscita a votare un libro su tutti ed era difficile.

Ho scelto La riparazione del Nonno perché mi è piaciuto il contenuto che è scherzoso e allo stesso tempo divertente, poi per i disegni anche quelli molto scherzosi e anche un po’ “banali” perché sono semplici e poi per la frase “gli strizziamo i (e poi una parolaccia)”. E perché mi è piaciuto un sacco e ho “ridesto di gusto”.

Ho votato La Riparazione del Nonno perché mi è piaciuta la copertina.

Ho scelto La Riparazione del Nonno perché mi è piaciuto l’umore dell’autore. Il libro era bellissimo e le parolacce ci stavano. Faceva tantissimo ridere e anche le illustrazioni erano bellissime. Era bellissima l’attività di leggere i libri. Ero indeciso tra Giovanna e i suoi Re e 365 Pinguini, però ho scelto La Riparazione del Nonno. È il libro più bello che ho letto. Ciao.

(classe V)



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